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5 marzo 2010

Ebano


Non sono mai stata in Africa, nè ho letto molto su questo continente. Ma penso non potessi scegliere inizio migliore: Kapuscinski mi ha aperto gli occhi, mi ha insegnato molte cose e mi ha fatto respirare aria d'Africa. Ho viaggiato con lui a dorso di cammello, di asino, attraversando deserti ed altipiani aridi ed infuocati, ho avuto passaggi su camion sgangerati ed autobus affollati dove a malapena passa un filo d'aria, ho passeggiato ai confini delle città , dove sorgono gli slum; ho attraversato le fasi più cruente della storia d'Africa: colonialismo, colpi di stato, dittature, il dominio dei Signori della guerra e dei loro soldati-bambino; ho avuto la malaria e la tubercolosi, ho dormito con mille insetti striscianti; ho riposato all'ombra di un mango frondoso ascoltando la storia di questo popolo che si trasmette solo oralmente, ed è quindi ormai ammantata dell'aurea del mito; ho letto del diverso modo di rapportarsi degli africani, dell'importanza della collettività, della famiglia, dei legami; ho capito che in Africa il tempo è circolare, lento e non lineare e sfuggente come in Occidente. Ho avuto, insomma, un primo assaggio d'Africa che mi ha invogliato a voler leggere di più , a voler sapere di più. Penso che questo sia uno degli attributi più importanti di un libro scritto bene, ovvero lo spronarti a ricercare più informazioni, a documentarti, a leggere di più! E magari a pensare, un giorno, di partire e visitare forse solo un pezzettino di questo meraviglioso Mondo.


" Questo libro non parla dell'Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L'Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. E' u oceano, un pianeta a sè stante, un cosmo vario e ricchissimo. E' solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l'Africa non esiste."
Ryszard Kapuscinski, "Ebano", Universale Economica Feltrinelli.

19 febbraio 2010

Leggendo d'Africa


Stò leggendo "Ebano" di Kapuscinski e mi stò rendendo conto di quanto poco conosco della storia, dei popoli, della cultura di quello che è il continente nero. Nero non per discrimazione razziale, semplicemente perchè è quello che ha manteneuto celato, al buio, in un cuore di tenebra, il suo interno per più tempo rispetto agli altri (Antartide esclusa!).

E così leggo e imparo molte cose sulla decolonizzazione, sui colpi di stato, sulle mille tribù che popolano l'Africa e mi rendo conto di quanto poco sapevo finora. Sì, non mi vergogno di dire che dell'Africa sò poco e quel poco che sò risale ai tempi delle superiori, neanche dell'Università! per cui direi che è passato un tot...Se poi aggiungete che alle superiori si studia la Storia da un punto di vista eurocentrico...bhè avete il punto della situazione.

Ma ora, grazie a questa lettura, molti tasselli delle vicende africane contemporanee trovano il loro posto e riesco a capire meglio (o, quanto meno, capire un po' di più) ciò che succede oggi in Africa. Inoltre leggendo Kapuscinski si avverte il profondo amore che questo reporter aveva per il continente africano e se ne respirano i profumi, gli odori intensi, la polvere e il sudore. Io che non sono mai andata in Africa, comincio a capire perchè molti uomini si sono avventurati laggiù, magari anche perdendosi, spiritualmente o anche fisicamente, e molti ancora oggi parlano di "Mal d'Africa".

20 gennaio 2010

Presentazione dell'ultimo libro di Kapuscinski

LibriInViaggio - Ryszard Kapuscincki, Perchè è morto Karl Von SpretiA tre anni dalla scomparsa dello scrittore polacco esce per la prima volta in Italia il libro PERCHE' E' MORTO KARL VON SPRETI.

Pubblicato da una giovane Casa Editrice trentina, Il Margine, "Perchè è morto Karl Von Spreti", è l'ultimo libro edito in Italia di Ryszard Kapuscinski, il grande reporter polacco scomparso nel 2007.
Di seguito la presentazione tratta dal sito della Casa Editrice:

"Era il periodo in cui si intensificavano le lotte partigiane in America Latina. Nel 1967 muore Che Guevara e il suo reparto viene sgominato in Bolivia, ma nello stesso tempo esistono ancora dei movimenti guerriglieri negli altri paesi, tra i quali il Venezuela, la Colombia e anche il Guatemala. Uno di questi gruppi guerriglieri, in Guatemala, assassinò l'ambasciatore della Repubblica Federale della Germania - Karl von Spreti - nella capitale e quel fatto venne diffuso con grande clamore".
Così Ryszard Kapuscinski, autore di memorabili reportage dall'Africa, dall'Asia, dal Sudamerica - tradotti in trenta lingue - spiegò il senso di "Perché è morto Karl von Spreti": "Come spesso succede, i massmedia hanno presentato l'evento senza un tentativo di capire di che cosa si trattasse esattamente. Siccome conoscevo il Guatemala, ho scritto un testo che era in un certo senso una polemica contro l'ondata delle assurdità e delle semplificazioni che si erano diffusi nella stampa mondiale. Ho scritto del Guatemala che era ed è ancora uno dei più infelici paesi dell'America Centrale e dell'America Latina, paesi con interminabili dittature, interminabili omicidi, interminabili orrori e povertà. Condannando l'omicidio in sé, ho spiegato in quali circostanze è avvenuto. Questo libro è contro i tentativi di abbindolamento dell'opinione mondiale da parte di noi - i giornalisti. I mass media si dedicano più volentieri ad eventi mondiali clamorosi, rumorosi, e troppo poco esplorano il silenzio. Il silenzio è un segnale della tragedia e spesso del crimine. Il silenzio è necessario ai tiranni e agli occupanti."

Il libro verrà presentato in anteprima nazionale lunedì 25 gennaio 2010, ore 20.30 presso il Teatro Cristallo di Bolzano, in collaborazione con Centro per la Pace del Comune di Bolzano.
Interverranno Alicja Kapuscinski e Rene Maisner (figlia e moglie del giornalista scomparso), Ennio Remondino, Maurizio Chierici e Grazia Tuzi.

Ryszard Kapuscinski, "Perchè è morto Karl Von Spreti", Il Margine.

2 novembre 2009

In viaggio con Erodoto

LibriInViaggio - Ryszard Kapuscinski, In viaggio con ErodotoQuesto è il primo libro di Ryszard Kapuscinski che ho letto. Inutile dire che mi ha totalmente affascinato, altrimenti non lo posterei! Racconta stralci della biografia di questo grande reporter, scomparso nel 2007, che ha percorso, e molto spesso a piedi, le nazioni africane ed asiatiche raccontandone la Storia.
India, Cina, Egitto, Iran, Africa e ancora Africa sono spiegate da Kapuscinski in questo libro grazie a Erodoto, da lui considerato non solo il grande storico della Grecia classica, ma anche un reporter in grado di analizzare le passioni, i pregi e i difetti dell'umanità in modo accurato e preciso, tale da diventare chiave di lettura per gli eventi della Storia di cui lo stesso Kapuscinski è stato partecipe.

"Prima di partire per uno dei suoi viaggi inerpicandosi su sentieri rocciosi,navigando per mare, cavalcando per impervi territori asiatici; prima di imbattersi nei diffidenti sciti, scoprire le meraviglie di Babilonia e studiare i segreti del Nilo; prima di conoscere cento altri luoghi diversi e vedere mille cose incomprensibili, Erodoto apparve nelle lezioni di storia greca tenute due volte alla settimana dalla professoressa Biezunska-Malowist per gli studenti del primo anno dell'Università di Varsavia."

Ryszard Kapuscinski, "In Viaggio con Erodoto", Universale Economica Feltrinelli.

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